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Danza e nutrizione
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Dr. Gilberto Pagoni, Medico Chirurgo, Specialista in Nefrologia, Esperto di Nutrizione Clinica

Telethon 2009

Spesso capita che l'alimentazione delle ballerine e ballerini sia scarsa e scorretta. Numerosi studi hanno evidenziato una elevata prevalenza di ragazze sottopeso, amenorroiche o affette da disturbi del comportamento alimentare in percentuale decisamente maggiore rispetto alle adolescenti non danzatrici.

L'ideale culturale di magrezza legato alla figura della ballerina promuove nelle allieve danzatrici un comportamento alimentare di tipo restrittivo (cioè di diminuzione dell'apporto alimentare) con un aumento dei sensi di colpa legati al cibo, una diminuzione dell'autostima e una distorsione e alterata percezione della propria immagine corporea. C'è talvolta la volontà di perdere troppo peso o mantenere il sottopeso assumendo in modo inappropriato cibi dietetici o integratori alimentari e seguendo anche un'alimentazione scorretta (assumendo circa il 75% delle calorie necessarie).

Gli indicatori di una dieta inadeguata sono la "stanchezza cronica", la facilità ad ammalarsi, l'impossibilità di completare una sessione di allenamento, la mancanza di forza e resistenza alla fatica. L'effetto di questo tipo di alimentazione può portare a lungo termine anche conseguenze mediche a volte molto gravi: maggiore incidenza di "fratture da stress" agli arti inferiori, anemia da carenza di ferro, irregolarità mestruali o assenza completa di mestruazione per almeno tre cicli, facile affaticamento e ridotta tolleranza allo sforzo...

Foto dal Brutto anatroccoloI ballerini vanno considerati degli atleti a tutti gli effetti e per tale motivo la loro nutrizione deve essere adeguata per "sopportare" le lezioni, le prove e gli spettacoli. La cosa più importante da sottolineare è che l'introito alimentare (nutrienti: carboidrati,proteine e grassi oltre alle vitamine e sali minerali) e calorico deve essere adeguato al tipo di allenamento effettuato (come indicazione di massima circa 45-50 calorie per chilo per le femmine e 50-55 calorie per chilo per i maschi). Un introito calorico troppo basso comprometterà, come detto prima, la forza fisica e la resistenza alla fatica e creerà alterazioni metaboliche sfavorevoli per la crescita (particolarmente rivolto agli adolescenti) e la salute in generale (carenza di magnesio, ferro, zinco,...).

Allora i fabbisogni nutrizionale degli atleti sono diversi da quelli delle persone che non praticano attività sportiva? Sorprendentemente NO! I fabbisogni nutrizionali sono sempre gli stessi, quindi il rapporto delle principali costituenti (carboidrati, proteine e grassi) va assolutamente mantenuto! Un ballerino deve assumere nella giornata 55-60% di carboidrati, 12-15% di proteine e 20-30% di grassi. Durante i periodi di intenso allenamento e nelle performance, la quantità di carboidrati deve essere aumentata fino a raggiungere il 65% riducendo l'apporto dei grassi. La ragione è che i muscoli si riforniscono di energia dai carboidrati. Gli amidi (carboidrati complessi: pane, pasta, riso, cereali in genere) introdotti con la diete vengono metabolizzati in zuccheri semplici (glucosio) e quindi immagazzinati nel muscolo (e nel fegato) sotto forma di glicogeno (fonte principale e riserva di energia).

I ballerini che non introducono con la dieta adeguate quantità di carboidrati (da 6 a 10 g di carboidrati per kg) compromettono la loro capacità di esercizio per carenza di glicogeno e quindi manifestano più rapidamente stanchezza durante gli allenamenti. In aggiunta ai pasti sono anche necessari introiti supplementari di carboidrati (assunti in piccole quantità) prima (circa 1-2 ore prima per incrementare il glucosio circolante e per saturare le scorte di glicogeno), durante (per mantenere elevati livelli di glucosio per prevenire la fatica sotto forma di bevande zuccherate al 6-8% che contribuiscono anche alla reidratazione) e dopo gli allenamenti e le performances (il prima possibile, perché nelle due ore successive c'è il massimo grado di risintesi dei depositi di glicogeno e si evita la trasformazione in grasso degli introiti di carboidrati).

Non bisogna trascurare l'apporto di grassi che provvedono a livello strutturale alla composizione delle cellule e dei nervi, oltre a fornire la base per la sintesi di alcuni ormoni, per l'assorbimento delle vitamine liposolubili (Vit. A, D, E, K) ed essere riserva energetica muscolare (gli acidi grassi vengono utilizzati dal muscolo come fonte di energia soprattutto durante gli esercizi di tipo aerobico e quindi di resistenza: un allenamento a intensità media di circa 20 min brucia prevalentemente i grassi di depositi, mentre gli esercizi anaerobici utilizzano glucosio/glicogeno).

Unica raccomandazione evitare i grassi saturi che devono essere ridotti al 10% della quantità introdotta con la dieta, privilegiando i polinsaturi. L'introito di proteine è fondamentale per tutti gli atleti (i muscoli sono costituiti da proteine e quando il glicogeno viene a mancare vengono utilizzate per la produzione di energia con conseguenze sulla struttura muscolare: perdita di muscolo) e indispensabili per la riparazione delle fibre danneggiate durante gli allenamenti. Non sono necessarie implementazioni proteiche con prodotti particolari (integratori proteici, aminoacidi...), un buon bicchiere di latte, pollo o riso hanno un apporto naturale, bilanciato e... costano meno.

Ma la cosa più importante durante l'attività fisica è un adeguato apporto di liquidi. L'aumento di calore a livello muscolare (vasodilatazione, aumento della frequenza cardiaca, aumento del metabolismo muscolare) prodotto dall'attività fisica richiede un "sistema di raffreddamento" del corpo che si realizza con la produzione di sudore che evaporando sottrae calore al corpo. Le perdite di liquidi possono anche raggiungere nello sforzo fisico intenso anche i 2 litri per ora (!).

Tale perdita di liquidi conduce a disidratazione che può ridurre fino al 20-30% la capacità fisica/muscolare e ai suoi gradi più estremi aumento degli atti respiratori, compromissione della termoregolazione, tremori alle estremità, senso di vertigine e infine collasso cardiocircolatorio. Gli atleti dovrebbero considerare un "water break" almeno ogni 15-30 minuti (dipende anche dalla temperatura dell'ambiente: riflettori, ambienti affollati e poco ventilati, periodo estivo o ambiente climatizzato...).

Le problematiche legate all'alimentazione non equilibrata dei ballerini sono note da più di 30 anni, ma le misure di informazione e prevenzione andrebbero adottate fin dalle prime classi di attività assicurando un'adeguata informazione alle ballerine e ai genitori magari con incontri formativi e cercando di individuare eventuali problemi medici correlati all'inadeguato apporto alimentare.

Tabella 1 Classificazione delle attività in base al tipo di metabolismo prevalente (aerobico, anaerobico)

Attività Anaerobica

(sport di potenza e velocità)

Corsa veloce

Salti

Lanci

Sollevamento pesi

Ciclismo velocità

Pallavolo

Nuoto (50 metri)

Attività Aerobiche

(sport di media e lunga distanza, nei quali è fondamentale l’apporto di ossigeno)

Corsa di fondo e mezzofondo

Maratona

Marcia

Sci di fondo

Ciclismo

Nuoto (dai 400 m in sù)

Canottaggio

Pattinaggio

Attività Miste

(I due meccanismi sono entrambe presenti)

La maggior parte delle discipline di squadra:

Calcio, Rugby, Basket, Hockey, Pallanuoto

Sport individuali:

Tennis

Ping pong

Danza

Tabella 2 Effetti della disidratazione (modificata da Nutrition Secrets, Sports Nutrition – A.C. Grandjean, J.S. Ruud pp. 67-71 Hanley & Belfuss Med. Pub. 1999)

Percentuale della perdita di peso corporeo (%)

Sintomi Clinici

0

Nessuno

1

Senso di sete

alterazione della termoregolazione

diminuzione della prestazione fisica

2

Forte senso di sete

Malessere generale

Senso di oppressione

Perdita dell’appetito

3

Bocca secca

Riduzione dell’urina

Emoconcentrazione

4

Diminuzione del 20-30% della capacità di lavoro muscolare

5

Difficoltà di concentrazione

Mal di testa

Irrequietezza

Insonnia

6

Grave alterazione della termoregolazione

Aumento degli atti respiratori

7

Stato stuporoso (coma di primo grado)

Collasso cardiocircolatorio

NOTA: Provate a moltiplicare il vostro peso con l’indice della colonna di sinistra e saprete quanti liquidi dovrete introdurre in base ai sintomi (es.: peso 50 kg con bocca secca perdita di (50 x 3) / 100 = 1,5 litri)

BIBLIOGRAFIA

  • Fuelling the dancer by International Association for Dance Medicine and Science (IADMS) – P. Clarkson

  • Eating Disorder and body image disturbances among ballet dancers, gymnasium users and body builders; C. Ravaldi et al. Psychopatology, 36:247-254, 2003

  • Intensive Dance Practice. Repercussion on growth and puberty. P.Pigeon et al. Am J Sports Med 25:243-247, 1997-376, 1997

  • Nutrition- Concepts and controversies. F. Sizer and E.Whitney. Wadsworth ed. 2000

  • Exercise and energy balance. K.R. Westerterp pp. 349-361. Regulation of food intake and energy expenditure. Edra Medical Pub and new Media 1999

  • Implication of diagnosis of anorexia nervosa in a ballet school. D. Le Grange et al. Int J Eat Disorders 15:36

  • Nutrition Secrets, IV. Nutrition for Promoting Health and Preventing Disease; IV Sports Nutrition – A.C. Grandjean, J.S. Ruud pp. 67-71 Hanley & Belfuss Med. Pub. 1999

  • Tecniche Complementari sportive Elementi di MTC e metabolismo energetico di S. Tirelli pp. 9-68 Casa editrice Ambrosiana 2007
Ultimo aggiornamento Mercoledì 13 Ottobre 2010 18:50
 
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